FOTO E RECENSIONI TORNARE IN MONTAGNA PER LA LIBERTA' COMUNE DI CERVETERI 31 GENNAIO 2026 - MENTANA 21 FEBBRAIO 2026 -LADISPOLI 18 APRILE 2026- ROMA 8 MAGGIO 2026
































 






Commenti

  1. “Tornare in montagna per la libertà” è un romanzo che si inserisce con decisione nella tradizione della narrativa civile italiana, recuperando la memoria della Resistenza per proiettarla in un presente inquieto, in cui la libertà appare di nuovo fragile e contendibile. Paolo Prosperi costruisce una storia che non vuole semplicemente intrattenere, ma interrogare: cosa significa oggi difendere la democrazia? E soprattutto, siamo ancora capaci di riconoscere i segnali del suo indebolimento?
    Il romanzo segue un gruppo di personaggi che, di fronte al progressivo irrigidirsi del clima politico, scelgono di ritirarsi in montagna per organizzare una forma di resistenza morale e civile. Non è un ritorno nostalgico, ma un gesto di responsabilità: la montagna diventa metafora di un luogo interiore dove recuperare lucidità, coraggio e senso del limite. Prosperi lavora su atmosfere tese, quasi da distopia realistica, ma senza mai scivolare nell’eccesso: la sua scrittura rimane asciutta, controllata, più interessata alla riflessione che all’effetto.
    Uno dei punti di forza del libro è la capacità di intrecciare storia e attualità senza didascalismi. La Resistenza non è un santino, ma un prisma attraverso cui leggere il presente. I personaggi non sono eroi, ma cittadini comuni che si scoprono chiamati a scegliere. In questo, il romanzo parla direttamente al lettore: lo invita a chiedersi quale sarebbe la sua posizione, il suo gesto, la sua responsabilità.
    Se c’è un limite, è forse una certa linearità narrativa: la trama procede più per idee che per colpi di scena, e alcuni lettori potrebbero desiderare maggiore complessità psicologica. Ma è una scelta consapevole: Prosperi privilegia il messaggio, la tensione etica, la domanda politica.
    Nel complesso, “Tornare in montagna per la libertà” è un romanzo che colpisce per la sua urgenza. Non è un libro neutro: è un invito alla vigilanza, alla memoria, alla partecipazione. In un tempo in cui la parola “libertà” viene spesso svuotata o manipolata, Prosperi la riporta al suo significato più concreto: una conquista quotidiana, che richiede coraggio e responsabilità.
    Un libro che non lascia indifferenti e che, proprio per questo, merita di essere letto.

    RispondiElimina
  2. Un libro intenso che ti trasporta inesorabilmente in un momento che speriamo non avvenga mai come un colpo di stato fascista e ti fa capire come la libertà è un bene da tenere con cura come un gioiello.Momenti ricchi di avventura in una guerra civile fratricita.

    RispondiElimina
  3. Complimenti Paolo...veramente un bel libro che ti prende molto.

    RispondiElimina
  4. Tornare in montagna per la libertà è un libro di fantasia, che narra di un colpo di Stato militare in Italia e della conseguente lotta clandestina per ripristinare la democrazia. Il libro ci richiama però alla situazione attuale dell'Italia, in cui molte persone, che hanno alle spalle stagioni politiche di grande impegno, che hanno avuto i genitori vissuti da giovani nel ventennio, hanno la sensazione di un fascismo strisciante, che si sta facendo strada. Il fascismo è stato un fenomeno storico che ha un inizio e una fine e non ritornerà, così come storicamente si è manifestato. Ma il pericolo per la democrazia in Italia e all' estero è reale.
    Leggendo il libro si entra in un' atmosfera surreale, in cui sembra che le città siano deserte, che il tempo si sia fermato, mentre in clandestinità si combatte e si soffre nel trovare dall'altra parte della barricata persone care, che si è amate come succede a Daniela e Massimo.

    RispondiElimina
  5. Maurizio Cacopardo6 marzo 2026 alle ore 01:33

    L'autore e amico Paolo, ha immaginato uno scenario futuribile dove l'Italia dopo un colpo di stato militare, perde il suo governo democratico. La lotta per la riconquista della libertà nel romanzo,ricalca in tutto e per tutto le orme della Resistenza della Seconda Guerra Mondiale,non introducendo nessuna novità. La mancanza di un personaggio principale di cui seguire le gesta e con il quale immedesimarsi rende la lettura non troppo avvicente. Paolo per me sei comunque sulla buona strada come scrittore, un grande augurio. Ciao Maurizio

    RispondiElimina
  6. Un momento di incontro, confronto, memoria viva.
    Durante la presentazione di “Tornare in montagna per la libertà”, Paolo Prosperi ha dialogato con il pubblico su temi che attraversano il romanzo e il nostro presente: libertà, responsabilità individuale, resistenza civile.
    Un confronto intenso, nato da una storia che immagina un’Italia futura sotto un regime autoritario, ma che affonda le sue radici nella memoria storica e nella coscienza collettiva. La montagna, simbolo della Resistenza, torna a essere spazio fisico e morale, luogo di scelta e di dissenso. E la letteratura diventa strumento per interrogare, mettere in allerta, non voltarsi dall’altra parte.
    Le immagini di questa presentazione raccontano più di un evento: raccontano un autore che usa la narrativa come atto politico e civile, e un pubblico chiamato a riflettere, oggi.

    RispondiElimina
  7. Giacinta (Monterotondo)10 marzo 2026 alle ore 04:54

    Il racconto di Paolo Prosperi 'In montagna per la libertà" , ci pone davanti ad uno scenario angosciante quanto inaspettato, che mai come ora potrebbe diventare realtà: la perdita delle libertà e dei diritti umani. E allora ci costringe a prendere coscienza del pericolo e ci esorta ad essere vigili e consapevoli affinché ciò che di inestimabile è stato conquistato con il sacrificio di tante preziose vite non ci possa essere vilmente sottratto.
    Il racconto è coinvolgente e ci fa prendere atto di una inquietante certezza: ciò che è stato faticosamente conseguito e di cui godiamo senza rendercene conto, non è per sempre...

    RispondiElimina
  8. Claudio Calcaterra Bracciano10 marzo 2026 alle ore 04:55

    Caro Paolo,il tuo "Romanzo"e' interessante ma inquetante,scritto bene ma,speriamo non profetico,comunque bravo e auguri.Saluti alla tua bella signora,ciao.Claudio Calcaterra.

    RispondiElimina
  9. Ho finito di leggere il libro, l'ho trovato interessante e purtroppo attuale, la scrittura agile è ben costruita. Bravo. Un abbraccio

    RispondiElimina
  10. Il libro dello scrittore Prosperi raccnto dove la realta’ si mischia ad un possibile colpo di stato dove si mischiano momenti di lotta con momenti pieni di consapevolezza dove certo valori possono unire come dividere ( La storia tra Daniela partigiana e il suo ex passato con le milizie)

    RispondiElimina
  11. Ho letto il tuo libro tutto di un fiato perche' ci porta inesorabilmente allo stato d'animo che si respira in questo periodo storico: un governo di estrema destra che sta facendo di tutto per cambiare la ns bellissima Costituzione considerata la piu' bella del mondo nata dalla Resistenza contro i Nazi-fascisti che ci restitui' appunto la Liberta'.





    RispondiElimina
  12. Un romanzo ben scritto e decisamente attuale, capace di indagare sul presente e di proiettare le paure per un possibile futuro distopico, causa lo stravolgimento della nostra Costituzione. Ci sono passaggi piuttosto cupi e drammatici in cui la schiena viene attraversata da brividi. Alla fine, la Libertà resta l'unica speranza per vivere serenamente in un Paese civile, e il libro non manca mai di ricordarlo al lettore.

    RispondiElimina
  13. Ho letto Tornare in montagna per la libertà e mi ha preso più di quanto pensassi. La storia è attuale e fa riflettere, soprattutto per il modo in cui immagina un’Italia futura alle prese con una nuova Resistenza.
    Mi è piaciuto molto anche il ruolo della montagna, che non è solo lo sfondo ma diventa proprio un simbolo di scelta e libertà. La lettura scorre bene, senza risultare pesante, e riesce a tenere insieme azione e riflessione.
    Rispetto al primo libro, secondo me si vede una bella crescita: lo stile è più maturo e più fluido.
    Lo consiglio a chi ha voglia di leggere qualcosa che intrattiene ma allo stesso tempo fa anche pensare

    RispondiElimina
  14. RECENSIONI LETTERARIE3 aprile 2026 alle ore 12:04

    La recensione presenta “Tornare in montagna per la libertà” di Paolo Prosperi come un romanzo distopico ambientato in un’Italia futura (2026-2027) in cui la democrazia crolla dall’interno, sostituita da un regime autoritario nato da un colpo di Stato. L’aspetto più efficace dell’opera è la sua forte verosimiglianza: non un futuro lontano, ma una possibilità inquietantemente vicina.

    Il cuore del romanzo è la nascita della Resistenza, raccontata in modo corale: inizialmente disorganizzata e fragile, cresce fino a diventare una forza strutturata capace di opporsi al regime. La storia si sviluppa su scala nazionale, trasformando diverse città italiane in teatri di guerra.

    I personaggi principali danno volto umano al conflitto, mostrando paure, sacrifici e legami, mentre l’antagonista rappresenta la corruzione del potere. Importante anche la dimensione internazionale, con volontari stranieri che rafforzano il significato universale della lotta per la libertà.

    Il finale descrive la caduta del regime e la liberazione, ma senza trionfalismi: la vittoria è segnata da perdite e sofferenza, e lascia una riflessione chiara — la libertà non è mai definitiva, ma va difesa continuamente.

    Nel complesso, il romanzo è giudicato solido, impegnato e attuale, capace di rinnovare la tradizione della narrativa resistenziale italiana e di offrire una riflessione civile sul presente.

    RispondiElimina
  15. Gabriele Giordano 24 Aprile 202625 aprile 2026 alle ore 04:17

    Gabriel24 aprile 2026 alle ore 07:25
    In questo romanzo, l'autore Prosperi immagina un’Italia contemporanea precipitata in un regime autoritario, richiamando apertamente la memoria della Resistenza. Ne nasce una narrazione politico-distopica capace di stimolare una riflessione immediata e profondamente attuale. La montagna assume un forte valore simbolico, diventando luogo di resistenza e scelta morale. Un’opera diretta, che punta più sull’impatto del messaggio che sulle sfumature narrative.

    RispondiElimina

Posta un commento

Tornare in Montagna per la Libertà